3° giorno – Martedì 7 agosto 2012

Dal Passo di Pramollo a Tarvisio

Introduzione


Prendo la mia bici dal garage dell’albergo dove la sera prima l’avevo lasciata così com’era; inzuppata di  acqua quasi come me. Ora è bella lucida, come l’avessi ritirata dopo il migliore dei lavaggi. Non mi preoccupo di oliare la catena; non l’ho mai fatto. Uso un olio  a base ceramica che la protegge bene, anche per più giorni e soprattutto dall’acqua. Mentre il gruppo si affanna a lubrificare, lucidare e preparare il mezzo ne approfitto per fare due passi sulle rive del lago e scoprire la bellezza e la quiete che offrono questi luoghi nelle prime ore del mattino, quando i vacanzieri delle moto, dei camper e dei s.u.v sono ancora lontani

Descrizione – Racconto

Si parte risalendo la ripida strada lastricata che si stacca proprio dietro l’albergo Gallo Forcello, in direzione della Sella Garnizza. E’ subito salita dura per duecento metri , più o meno, e con le gambe fredde non rimane che affrontarla a piedi. Per fortuna la rampa non è lunga e presto si sale in sella. Si attraversano i panoramici pascoli attorno alla casera Auerning (m 1609). Il cielo è intensamente azzurro e pulito, come di solito dopo i forti temporali e riflette la sua luce su tutto ciò che ci circonda; i prati sono più verdi, i fiori si colorano di tonalità più forti e persino le cortecce degli alberi, ancora umide di rugiada o della pioggia caduta nella notte, luccicano come specchi secondo l’angolo da cui le osservi. Tutto sembra più vivo. Anche il gruppo, ormai dimentico dell’avventura della sera prima, scherza e ride, pronto ad affrontare l’ultima tappa di questa TREGIORNIMTB2012.

Abbandoniamo la larga strada e saliamo a Malga For: un gruppo di costruzioni in pietra e cemento simmetricamente sistemate con al centro una bella e comoda fontana con l’abbeveratoio per le mucche. La malga è deserta. Tutti gli infissi sono chiusi. E’ come sigillata. Gli animali  hanno già abbandonato questo pascolo perché l’erba attorno è tutta brucata; torneranno soltanto la prossima stagione, o forse per una breve sosta durante il ritorno a valle a fine estate.

A piedi ci incamminiamo lungo il sentiero segnalato che parte poco prima della case e porta in una decina di minuti sulla Sella Garnizza (m 1674) dove uno stretto passaggio costruito dai pastori facilita lo scavalcamento della recinzione di doppio filo spinato che ancora delimita il confine fra Italia e Austria, ricordo di una discutibile politica difensiva e protezionista “pre europea”: però il filo rimane lì!

Garnitze Alm

Prima di Garnitze Alm i partecipanti svoltano a destra nel sentiero 403

Percorriamo poche centinaia di metri sulla larga sterrata che porta al Garnitze Alm e senza arrivarci deviamo a destra seguendo il sentiero 403 che scende nei prati verso il centro del vallone e punta decisamente ad est. E’ una deviazione consigliata per mantenersi in quota. Sarebbe possibile seguire le comode sterrate sul versante opposto, ma scendono a quote decisamente più basse e si sarebbe poi costretti a risalire sprecando inutili energie. Terminata la prima parte ciclabile, il sentiero entra nel bosco e superato qualche gradino di roccia e un impegnativo attraversamento di un ruscello, sfocia in una bella forestale che scende fino alla Sella della Spalla (1432 m.) dove si congiungono le varie forestali che salgono dai due versanti, quello austriaco e quello italiano.  Siamo di nuovo sulla linea di confine. Scendiamo a destra rientrando per un po’ in Italia lungo una larga pista tracciata di recente che la cartina kompass, chiaramente, non riporta. Bisogna mantenersi in quota e non lascirsi tentare dal scendere verso valle. La direzione da seguire deve riportarci in Austria lungo il tracciato della “traversata Carnica”.  Scendo piano lungo lo sterrato e controllando la traccia sul gps cerco una tacca, una cartello o qualcosa che mi indichi la strada giusta. Intanto buona parte del gruppo è già avanti. Al centro di una larga curva a destra trovo una palina del sentiero austriaco per Egger Alm; è l’attacco del sentiero che cercavo e che coincide con la traccia rossa del mio Garmin. Richiamo gli altri che a fatica e quasi controvoglia risalgono per qualche decina di metri.

Il sentiero 403

Tratto italiano del sentiero 403, fra Sella della Spalla e Sella Zille

Il sentiero entra nel fitto del bosco e lo attraversa verso est alternando tratti scorrevoli e quasi pianeggianti, a profondi solchi rocciosi scavati dall’acqua in cui è necessario scendere e risalire sul versante opposto con particolare attenzione; l’ultimo di questi attraversamenti è attrezzato con una catena che agevola la risalita. Ancora un tratto a piedi fra la bassa vegetazione e poi la traccia entra di nuovo nel bosco terminando nello slargo della Sella Zille (1496 m.) raggiunta dalla sterrata che sale dal versante austriaco. Superiamo per l’ennesima volta il confine e svoltiamo a destra seguendo sempre l’indicazione per Egger Alm, ben segnalata sul tronco di un enorme abete, salendo ancora per un centinaio di metri. Superati i prati della Kernistzen Alm (1542 m) inizia una larga e veloce discesa dal fondo ghiaioso e alquanto sconnesso dove qualcuno si è procurato delle belle ferite, per fortuna non gravi e prontamente medicate. Al termine si svolta a destra su asfalto. Si sale un po e si arriva a Egger Alm (1422 m); un piccolo villaggio di antiche autentiche casette rurali al centro di una verdissima valle circondata dall’alto dai folti e neri boschi di abeti. Fra le case, addobbate con  coloratissimi fiori di prato, pascolano le grosse mucche da latte, mentre qualche famigliola in vacanza passeggia lungo la stradina che sale e qualcun altro sorseggia una birra seduto ai tavoli della piccola terrazza del gasthaus vicino alla grande fontana. La bellissima giornata e il cielo ancora azzurro fanno di questo luogo una vera oasi di bellezza e di pace. Non c’è però il tempo di fermarci se non per rabboccare le borracce, ormai vuote. La tappa è ancora lunga e in alcuni punti complicata. Lasciamo Eger Alm alle nostre spalle e costeggiamo poco più avanti il bel lago effimero, fortunatamente colmo d’acqua; un altro gioiellino di questo scrigno naturale che stiamo attraversando estasiati. Superata una leggera curva a destra giungiamo a Dellacher Alm  (1362 m).  Cavalli di grossa stazza e  mucche dal manto folto che non abbiamo mai visto prima, pascolano nei prati di lato alla stradina che corre dritta fra le case da ovest a est. Quando ci fermiamo per una breve pausa alcuni dei cavalli si avvicinano e tentano di addentare i nostri zaini che dobbiamo difendere con tutta la forza perché non ce li strappino via.  Superate le case termina l’asfalto e bisogna procedere sulla destra seguendo la traccia erbosa che sale leggermente, contorna dall’alto l’argine franato del torrente e poi ridiscende verso il centro del vallone al limite del bosco. Si supera un cancello che delimita una proprietà privata e chiudendolo si esce definitivamente dalla verde valle dell’Egger; un vero paradiso naturale preservato in modo impeccabile nella sua autenticità. Ora il fondo è sterrato. Al primo bivio andiamo a sinistra in leggera discesa ed evitando ogni deviazione laterale ci troviamo presto in uno slargo dove ricomincia la strada asfaltata.

Dellacher Alm

Tra le case della Dellacher Alm pascolano le grosse mucche da latte

Scendiamo veloci  nell’ombra fitta del grande bosco con il torrente che scorre alla nostra destra. A quota 1100 circa abbandoniamo la traccia principale e svoltiamo a destra in discesa, invertendo il senso di marcia. Superiamo un grande ponte in legno e ci inerpichiamo sul versante opposto. La salita si fa ripida da subito. Il fondo sembra essere asfaltato di recente. Le pendenze in questo tratto sono davvero impegnative e lo saranno per quasi tre chilometri, fino a quando l’asfalto termina per lasciare il posto alla bella strada bianca che, pianeggiante termina fra le case di Dolinzaalm. Ci fermiamo al piccolo Alpenghastof Starhand accolti da due simpatiche ed esuberanti signore e gustiamo l’ultimo strudel in terra austriaca. Apprendiamo infatti che il sentiero S403 è inagibile e siamo costretti a rinunciare all’ultima parte del percorso che ci avrebbe ancora visti salire alla Osterning Alm prima di scendere lungo la valle Bartolo fino a Camporosso in Valcanale.

Valbruna

Il Monte Jof Fuart, caro a Julius Kugy, fotografato dalle case di Valbruna

Lasciamo alle spalle l’accogliente Ghastof e le belle casette di Dolinza alm e superiamo il cancello poco oltre il prato della Sella di Lom. Il cancello in legno, che doverosamente l’ultimo del gruppo chiude dietro di sé, segna il rientro definitivo in Italia. Scenderemo lungo la pista forestale all’inizio abbastanza dissestata, passando accanto al cantiere del nuovo rifugio Nordio in costruzione per poi raggiungere il fondovalle nei pressi di un grosso crocefisso. Un largo e veloce nastro di asfalto ci porterà fino ad Ugovizza. Lasciati sulla destra la bella chiesa e il  ponticello coperto che porta sul sagrato, attraversiamo la statale e svoltiamo a sinistra seguendo un tratto di pista ciclabile. Al bivio successivo per evitare il traffico e la tristezza della strada statale,  seguiremo per Valbruna, piccolo centro adagiato nello splendido scenario dominato dai monti di Yulius Cughi, grande alpinista triestino, a cui è intitolata la sede locale del CAI e  di cui si può ammirare in una piccola piazzetta adiacente un bel busto bronzeo a suo onore e ricordo. Per raggiungere Tarvisio, però, si svolta a sinistra prima di entrare in paese seguendo le indicazioni per la pista ciclabile dell’Adria.

Verso Tarvisio

Negli ultimi chilometri della TREGIORNIMTB si pedala rilassati sulla ciclabile verso Tarvisio

Chiosa
Sono gli ultimi chilometri della TREGIORNIMTB2012, che va a terminare. Si pedala ormai rilassati, forse un po’ delusi per non poter completare l’itinerario previsto, ma comunque contenti per aver pedalato in ottima compagnia e conosciuto nuovi amici; per aver trovato dovunque simpatia, disponibilità e cordialità;  per aver visitato ogni giorno luoghi nuovi; per aver attraversato  ancora una volta “terre alte”  affascinanti.  L’appuntamento è , come sempre, per il prossimo anno che vedrà certamente l’arrivo classico nella città di Trieste dopo aver percorso un itinerario che si sta delineando molto interessante e divertente.