2° giorno – Lunedì 3 settembre 2001

Da Tende alla Colla Melosa

Dall’abitato di Tenda si percorre, per circa un chilometro, la route national N 204 in direzione di xxxmiglia fino al termine del viale alberato dove s’imbocca una stradina a sinistra seguendo l’indicazione per il colle de Loubaria. Presto la strada diventa sterrata e con pendenza moderata raggiunge il colle ( palina 51 “v. Roya” – Km. 4 – 997 slm) dove la si abbandona proseguendo su uno stretto sentiero in discesa indicato anche da una palina dei percorsi per VTT. La prima parte è molto impegnativa e se non si è dotati di un po’ di equilibrio conviene procedere a piedi. Il tratto è comunque breve e ben presto si può risalire in sella, prestando comunque attenzione per la presenza di molte pietre smosse e per la particolare esposizione del sentiero, la cui sede è sempre abbastanza stretta. Dopo un chilometro circa di discesa si raggiunge, fra le prime case di La Brigue, la route D43 (palina 45 “valle Roya” – Km. 5,5) proveniente da St. Dalmas de Tende.

Dall’abitato di La Brigue sono due le possibilità per salire verso la colla di Sanson (o Basse de Sanson) possiamo:

  • attraversare il centro di La Brigue e risalire il vallone di Rio Secco (Vallon du Ru Sec) procedendo su una strada in salita su asfalto e, mantenendo sempre la sinistra, percorrere, su sterrato, la Route de l’Amitiè, che ripida e tortuosa risale il versante Sud della cima du Pinet congiungendosi con la recente forestale che sale dal Vallon de la Madone;
  • proseguire lungo la D43 in direzione di Morignole e poi lungo la D143 fino alla cappella di Notre Dame de Fontains (palina v. Roya 266 – Km. 10,5) dove termina l’asfalto. Circa 200 metri oltre la cappella si devia a destra, invertendo completamente il senso di marcia e s’inizia a salire su una larga sterrata, che, con pendenza costante e moderata porta all’incrocio con la Route dell’Amitiè ( 1236 slm – Km. 15,8 da Tenda) proveniente dal Vallon du Ru Sec.

Ora la salita si sposta sul versante Sud e con vari tornati raggiunge un tratto asfaltato, superato il quale la strada spiana fino all’incrocio presso il Col Linaire (palina v. Roya 261 1440 slm – Km. 18,6). Seguendo l’indicazione “Italia”, si riprende a salire lungo una mulattiera, dal fondo dissestato, che si inoltra nel bosco e in poco meno di quattro chilometri porta sul crinale di confine fra Italia e Francia, presso la Baisse de Sanson, (1707 slm – Km. 22) dove s’incrocia la rotabile militare che giunge dal passo di Collardente e del Tanarello .

E’ un itinerario breve che permette di compiere una traversata dalla Valle Roya all’alta Valle Nervia, a cavallo del confine ligure fra Italia e Francia. Si pedala su strade forestali ed ex militari dal fondo ottimo, Dopo una divertente discesa, la traversata termina alla Colla Melosa , con al centro l’accogliente rifugio Allavena sullo sfondo del lago Tenarda.

...verso la Basse de Sanson

…verso la Basse de Sanson (Foto di Gino Borello)

La cima di Marta

La cima di Marta (Foto di Gino Borello)

 

 

 

 

 

 

 

Ancora in territorio francese si trova una fonte con un grande abbeveratoio per gli animali che anche nei mesi estivi fornisce una freschissima acqua e costituisce l’unico punto di approvvigionamento idrico dopo la Brigue.

All’incrocio si procede a destra in salita, aggirando una grossa costruzione forestale e transitando poi accanto ad alcune casermette diroccate. La strada, molto ampia e dal fondo pietroso volge decisamente a sud e con un paio di saliscendi aggira le pareti sud del monte Grai affacciandosi sull’alta valle Nervia. Da questo punto il panorama è stupendo( 2012 slm – Km.); sotto di noi il lago artificiale di Tenarda, che si apre tra fitti boschi, fà da sfondo al Rifugio Allavena la cui lunga costruzione è facilmente individuabile al centro della verde colla Melosa; alle nostre spalle il panorama è dominato dai verdi prati della piramidale cima di Marta che ci sovrasta. Una veloce e divertente discesa taglia le pendici meridionali della Cima della Valletta e porta in breve al rifugio, dove è d’obbligo voltarsi a rivedere l’ultimo tratto dell’itinerario percorso, ammirando il suggestivo tramonto fra le pareti del Monte Pietravecchia, scenario della prossima traversata.